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	<title>METANDRO servizi per la medicina e la psicologia</title>
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	<description>Servizi per la medicina e la psicologia dalla prima alla quarta eta&#039; della vita</description>
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		<title>IL MIO CORPO PATCHWORK</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 13:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[PUBBLICAZIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[026-027028-029030-031032-033 In Mente e Cervello - Novembre 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/026-0271.pdf">026-027</a><a href="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/028-029.pdf">028-029</a><a href="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/030-031.pdf">030-031</a><a href="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/032-033.pdf">032-033</a></p>
<p>In <em>Mente e Cervello </em>- Novembre 2010</p>
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		<title>LINKS</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LINKS]]></category>

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		<description><![CDATA[ Augusto Iossa fasano Valentina Giannella Aras]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.augustoiossafasano.it/" target="_blank"> Augusto Iossa fasano</a></p>
<p><a href="http://www.serena-mente.it/index.htm" target="_blank">Valentina Giannella</a></p>
<p><a href="http://www.angelinascolto.it/" target="_blank">Aras</a></p>
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		<title>IL PENSIERO SI STRUTTURA SECONDO UN PROCESSO FORMATIVO NON SOLAMENTE VERBALE</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASE STUDIES]]></category>

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		<description><![CDATA[BRANO TRATTO DA Il colorepensiero del soggetto psicotico in Ambulatorio/Il piccolo Hans N° 1/1999, Moretti &#38; Vitali, Bergamo.   Marco, dodicenne, va male a scuola: è indisciplinato, scadente nel profitto e, nonostante l’insegnante di sostegno e le cure psicologiche, ne combina di tutti i colori. Molteplici sono le difficoltà che hanno incontrato genitori, educatori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>BRANO TRATTO DA </strong><em>Il colorepensiero del soggetto psicotico in </em>Ambulatorio/Il piccolo Hans N° 1/1999, Moretti &amp; Vitali, Bergamo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Marco, dodicenne, va male a scuola: è indisciplinato, scadente nel profitto e, nonostante l’insegnante di sostegno e le cure psicologiche, ne <em>combina di tutti i colori. </em>Molteplici sono le difficoltà che hanno incontrato genitori, educatori e terapeuti nel comprenderlo e nell’aiutarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo due anni e mezzo di psicoterapia, al posto di un paventato esordio schizofrenico, Marco muta stile di relazione e parla degli interessi che concretamente coltiva: giardinaggio e orticoltura, astronomia, personal computer e soprattutto <em>l’arte figurativa moderna</em>. Viene attratto dalla possibilità con <em>due “sbaffi” o tre segni</em> di comporre quadri del valore di decine di milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui, così segnato da traumatismi comincia a pensare che quei segni possono non attaccare l’apparato psichico, né depositarsi più sul suo corpo o su quello altrui, ma sulla tela attraverso tecniche raffinate e consapevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">In seduta si dicono poche ma essenziali parole, si disegna e si dipinge, nessuna interpretazione. Il terapeuta osserva l’aprirsi di Marco alle forme della natura: piante, animali, costellazioni in rapporto a cui reperire le coordinate della propria posizione nel mondo e in un contesto civilizzato che Marco va ormai riconoscendo, ma che ancora non riserva un posto per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia analitica, che comincia a dare i primi frutti, gli consente di scongiurare la deriva psicotica: si tratterà di comporre il disegno del progetto attraverso cui conferire forma alla propria esistenza soggettiva, realizzarne realmente la costruzione e riuscire finalmente ad abitarla.</p>
<p style="text-align: justify;">A distanza di dieci anni dal termine del trattamento, Marco fluttua tra una regione del Centro-Italia e la casa dei suoi…</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>UN INCESTUOSO CHE MANGIA E UNO CHE NON MANGIA: IL CIBO IN CENTRO CITTA’ E LA BIBLIOTECA SOMMERSA</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MATERIALI]]></category>
		<category><![CDATA[PER GLI SPECIALISTI]]></category>
		<category><![CDATA[PUBBLICAZIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[ARTICOLO PUBBLICATO SU IL PICCOLO HANS  83-84  Riviere, / bastano pochi stocchi d’erbaspada / penduli da un ciglione / sul delirio del mare; / o due camelie pallide nei giardini deserti, / e un eucalipto biondo che si tuffi / tra sfrusci e pazzi voli / nella luce… E. Montale     Fa la cameriera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ARTICOLO</strong><em><strong> </strong></em><strong>PUBBLICATO SU IL PICCOLO HANS  83-84<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Riviere, / bastano pochi stocchi d’erbaspada / penduli da un ciglione / sul delirio del mare; / o due camelie pallide nei giardini deserti, / e un eucalipto biondo che si tuffi / tra sfrusci e pazzi voli / nella luce…</em></p>
<p><em>E. Montale</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Fa la cameriera in un villaggio turistico che più volte ricorrerà nei suoi sogni, è addetta a servire nei poco frequentati tavoli periferici del ristorante all’aperto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’analisi intrapresa poco oltre una selva di dietologi, dermatologi e ginecologi, Xenia, un’adolescente di 17 anni, si interroga sulla scomparsa del ciclo mestruale e sui violenti accessi di fame in rapporto con l’essere al centro dell’attenzione, degli sguardi, di un dato luogo e, come vedremo, della città.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ nel letto dei genitori “dove” (1) nota sulla propria pelle delle macchie che un pensiero del sogno attribuisce all’esposizione al sole. Al risveglio le viene in mente la parola “pedagogia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Associando scopre che il walk-man le serve non tanto ad ascoltare musica quanto a ripararsi, girando in città, dai commenti degli uomini al cui centro si sente posta. Ma come fare a ripararsi, a non ascoltare i seducenti consigli di “cura” di amiche ed esperti?</p>
<p style="text-align: justify;">Il sogno ha lavorato riconducendo la causa delle macchie sulla pelle alla loro fonte: i raggi paterni. Eppure non può esserci discorso altrui – la pedagogia delle terapie mediche o delle psicoterapie confezionate ad hoc per l’adolescenza – a esprimere questa verità.</p>
<p style="text-align: justify;">La concretezza carnea in un’atmosfera da “pane selvaggio” e la materialità di fatti e sintomi si tramutano nella forma macchia. La sua pelle appare come il lenzuolo del letto matrimoniale dei genitori. Non è questione di viscere ma di superficie epidermica dove passa, disegnandosi, il discorso analitico; è lì che si traducono i termini della sua condizione di malessere. Ora diviene possibile smettere di ascoltare musica, amiche ed esperti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si trova su di un aereo al centro del quale c’è un suo compagno di corso che fa da modello; per disegnarlo in sogno deve avvicinarsi ma c’è un errore e non riesce a “riprenderlo”. Si alza e, piuttosto che osservarlo meglio, lancia attraverso una fessura una bottiglia che in seduta interpreta come simbolo di alcolismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle prese con una conflittualità già sul terreno (o è in volo?) genitale che si esprime in chiari termini alimentari, deve sbarazzarsi del rischio, nient’affatto scongiurato, di un vizio tossicomanico/anoressico (la bottiglia) cui la sua grande abilità nel disegno la espone con l’eliminare “ogni separazione tra sapere e agire” (2).</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo sembra alto: solo se l’abilità viene meno il vizio può essere abbandonato. Non riuscire a “riprendere” il modello al centro dell’aereo assume un doppio significato: un inciampo nel saper fare, nel ritrarlo (nel riprenderlo come con una cinepresa) e, ciò che è dello stesso ordine, evitare di ricalcare il modello di sua madre, la quale aveva chiesto alla propria madre di aiutare  finanziariamente il genero, futuro padre di Xenia, senza esigere da lei prestiti in favore del suo fidanzato.</p>
<p style="text-align: justify;">La mancata rimozione nel saper disegnare, scelto come professione, può aver comportato particolare sensibilità in Xenia alle tematiche del rapporto inconscio tra cibo e figura paterna, senza d’altro canto precludere altre rimozioni foriere di costruzioni simboliche.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: right;">Augusto Iossa Fasano</p>
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		<title>DRAGON TRAINER paradigma d’identita&#8217; protesica</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[PUBBLICAZIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Scaracchio: “Se vuoi davvero andare lì fuori a combattere i draghi, devi smetterla con tutto questo!” Iccup: “Ma, scusa, hai appena indicato tutto me!” S.: “Si esatto, smettila di essere te!” I.: “Ooh, voi messere state giocando a un gioco pericoloso: tenere tutta questa rude vichingaggine” Il maldestro e dismetrico Iccup, alle soglie della pubertà, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Scaracchio: “Se vuoi davvero andare lì fuori a combattere i draghi, devi smetterla con tutto questo!”</p>
<p style="text-align: justify;">Iccup: “Ma, scusa, hai appena indicato tutto me!”</p>
<p style="text-align: justify;">S.: “Si esatto, smettila di essere te!”</p>
<p style="text-align: justify;">I.: “Ooh, voi messere state giocando a un gioco pericoloso: tenere tutta questa rude vichingaggine”</p>
<p style="text-align: justify;">Il maldestro e dismetrico Iccup, alle soglie della pubertà, si pone una domanda sulla propria identità: chi sono? Chi diventerò? Ce la farò a diventare un vero vichingo?</p>
<p style="text-align: justify;">Gli è stato assegnato Scaracchio, baffuto <strong><em>Dragon trainer</em></strong> – da qui il titolo del cartone animato &#8211; che ha perso un braccio e una gamba proprio nella lotta contro i draghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Riuscirà Iccup ad affermarsi e seguire le orme del padre? Suo padre X è un vero guerriero, imponente e statuario capo villaggio, valoroso nella principale attività collettiva: la lotta contro i draghi che infestano e minacciano il territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi sono io? Sono io? Vorrei essere <em>io</em> cioè…, o almeno <em>come lui</em>. Ma <em>come </em>si fa a esser <em>io come se&#8230;fossi lui?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Leggi tutto l&#8217;articolo:<em>  </em><a href="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/Dragon-trainer.pdf">Dragon trainer</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>MARIO  SPINELLA NARRATORE E ROMANZIERE</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La descrizione che Mario Spinella fa di sé a tre anni è d’essere chino su due trattati, le illustrazioni di Doré, quelle a “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura”, e l’altro sui nodi “pieni di scotta, inglesi” e &#8230;”da rete” che adornavano il trattato di arte navale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“La descrizione che Mario Spinella fa di sé a tre anni è d’essere chino su due trattati, le illustrazioni di Doré, quelle a “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura”, e l’altro sui nodi “pieni di scotta, inglesi” e &#8230;”da rete” che adornavano il trattato di arte navale del padre capitano marittimo e ce la consegna nell’ora della vecchiaia, quando ci ritorna scrivendo di Doré legge il Furioso per Il Piccolo Hans. Vicinanza allo stretto che potrebbe essere quella del dolore estremo e dell’infermità senza ritorno (&#8230;)  a scegliere di mettere il proprio essere sotto le insegne di una diversa stirpe: “Il Furioso, potrei dire, è parte di me”.</em></p>
<p style="text-align: right;">Sergio Finzi, <em>Un giorno all’ambulatorio con Mario Spinella e </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Thomas Browne.</em></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Mai come in una scheda dedicata alla vita e all’opera di Mario Spinella si avverte che lo sforzo di esposizione, sintesi e compressione di dati e date comporta il rischio di frantumare e spezzettare quel carattere unitario che la sua figura umana, il lavoro letterario, l’impegno intellettuale e politico recano.</p>
<p style="text-align: justify;">Mario Spinella nasce a Varese nel 1918. Vive a Messina fino all’età di 18 anni quando viene ammesso alla Scuola Normale di Pisa, Facoltà di Lettere. Si laurea e diviene lettore di Italiano presso l’Università di Heidelberg dal 1940 al 1941.Chiamato alle armi nel 1942 viene espulso dal corso allievi ufficiali per ”indegnità”, ovvero per antifascismo: ”Forse, dopo aver trovato sui muri le frasi antifasciste tracciate col catrame, tagliuzzato e lordato il grande ritratto di Mussolini nella sala convegno, hanno compiuto un’inchiesta&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Leggi tutto l&#8217;articolo:    <a href="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/Mario-Spinella.pdf">Mario Spinella</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">In  <em>Pulp,</em>  Luglio &#8211; Agosto 2000</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>L&#8217;ESPERIENZA PSICOTERAPEUTICA CON GLI OVER 50</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 17:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FORMAZIONE E SUPERVISIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PER GLI SPECIALISTI]]></category>
		<category><![CDATA[PER LA PERSONA]]></category>
		<category><![CDATA[PSICOGERIATRIA]]></category>
		<category><![CDATA[VECCHIAIA E CREATIVITA']]></category>
		<category><![CDATA[ANSIA]]></category>
		<category><![CDATA[DEPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PSICOTERAPIA E TERZA ETA']]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ESPERIENZA PSICOTERAPEUTICA CON GLI OVER 50 INDUCE MUTAZIONI NELLA CURA DELLE ALTRE ETÀ DELLA VITA E “RITORNO” “Dottore, è troppo tardi per fare analisi!”, dice il piccolo paziente dodicenne;  la stessa affermazione viene espressa da pazienti alle soglie dei cinquanta. Cosa dire allora delle ormai ineludibili domande di cura analitica da parte degli over 60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ESPERIENZA PSICOTERAPEUTICA CON GLI OVER 50 </strong><strong>INDUCE MUTAZIONI NELLA CURA DELLE ALTRE ETÀ DELLA VITA E “RITORNO”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Dottore, è troppo tardi per fare analisi!”, dice il piccolo paziente dodicenne;  la stessa affermazione viene espressa da pazienti alle soglie dei cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa dire allora delle ormai ineludibili domande di cura analitica da parte degli over 60 e 70?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La terapia  senza</strong> <strong>età</strong> (come la teoria senza tempo) dà la misura del “tardi” o del “troppo tardi”, argomento al quale si appella il paziente in forma di resistenza all&#8217;analisi, ottenendo la connivenza ideologica e pratica del curante e compromettendo in tal modo sia l&#8217;avvio di un&#8217;esperienza di cura, sia le relative costruzioni teoriche. Il terapeuta è imbarazzato e dubbioso nell&#8217;accogliere o respingere la domanda di cura di un anziano, perchè l&#8217;ideologia  prevalente non lo designa più come soggetto (per Metandro anziano potrà essere un <strong>aggettivo</strong> e nient&#8217;affatto un sostantivo) portatore di pensiero, esperienza e formule di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Di recente il lavoro di terapia e riabilitazione sulle varie forme di psicosi e di handicap ha prodotto la tesi secondo cui il compito dell&#8217;équipe è riuscire ad <strong>accompagnare il paziente alla senilità</strong> (considerando e rivedendo le varie forme di identità protesica), intesa come fase istruttiva sul piano antropologico per ripensare anche le condizioni psichiche più gravi ed estreme.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea centrale di Metandro  situa in una nuova luce la clinica della vecchiaia e della psicosi come <strong>transito per la cura, la ricerca e la formazione degli operatori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">METANDRO rivolge pertanto la sua attenzione, per la prima volta in Italia con uno sguardo d’insieme, alle 4 età della vita:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>bambini, adolescenti, adulti e anziani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si ritiene di dover fare riferimento non tanto alla psicopatologia, evento spesso funzionale o transitorio e talvolta insidioso nucleo di cronicità, quanto alla fisiologia delle situazioni ordinarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso in un&#8217;apparente “normalità” si annidano disagio invisibile, impercettibili dinamiche dissipative e una muta domanda di aiuto che sempre più spesso richiedono <strong>presenza tempestiva, collaborazione multidisciplinare e intervento a breve, medio o lungo termine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La conoscenza del territorio e delle sue risorse</strong> (nel campo pubblico, privato e privato-sociale) costituisce uno strumento di esperienza e di intervento. Metandro ha in corso collaborazioni sia di fatto, sia da formalizzare con Associazioni di volontariato quali ARAS Angeli in ascolto, il Naga-Har di Milano, il Centro Diurno Disabili di Cernusco s. N. e vari Istituti di riabilitazione che costituiscono un valore aggiunto all&#8217;esperienza dei singoli professionisti e dell&#8217;insieme dello staff stesso.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<h3 style="text-align: center;">IX. The Four Ages of Man</h3>
<p style="text-align: center;"><strong>He with body waged a fight,</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>But body won; it walks upright.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Then he struggled with the heart;</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Innocence and peace depart.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Then he struggled with the mind;</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>His proud heart he left behind.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Now his wars on God begin;</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>At stroke of midnight God shall win.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;Parnell’s Funeral and Other Poems&#8221;,</em> W. B. Yeats</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: left;">-</p>
<p style="text-align: left;">-</p>
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<p style="text-align: left;">-</p>
<p style="text-align: left;">-</p>
<p style="text-align: left;">-</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PROFESSIONE DOCENTE: un mestiere a rischio di disagio psichico?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 17:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[PER LE AZIENDE: sicurezza, stress e benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[Metodo Metandro]]></category>
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		<description><![CDATA[Indagine su stereotipi, vissuti, biologia e prospettive di un lavoro al femminile. 1 Lodolo D’Oria Vittorio Componente del Collegio Medico per l’Inabilità al Lavoro della ASL Città di Milano e responsabile del settore “Scuola e Sanità” della Fondazione Iard www.fondazioneiard.it. Via Chiaramonti 19, 20148 Milano; e-mail: vittorio.lodolodoria@fastwebnet.it . Tel. 335-7749493; Fax 02-99989140. 2  Bulgarini d’Elci Giuseppe2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Indagine su stereotipi, vissuti, biologia e prospettive di un lavoro al femminile. </strong></h2>
<p><strong>1 Lodolo D’Oria Vittorio </strong>Componente del Collegio Medico per l’Inabilità al Lavoro della ASL Città di Milano e responsabile del settore “Scuola e Sanità” della Fondazione Iard www.fondazioneiard.it. Via Chiaramonti 19, 20148 Milano; e-mail: vittorio.lodolodoria@fastwebnet.it . Tel. 335-7749493; Fax 02-99989140.<br />
<strong>2</strong>  <strong>Bulgarini d’Elci Giuseppe2 </strong>Avvocato esperto in diritto del lavoro privato e pubblico.<br />
<strong>3 Bonomi Paolo </strong>Ricercatore della Fondazione Iard.<br />
<strong>4</strong> <strong>Della Torre di Valsassina Massimiliano </strong>Medico del lavoro competente dell’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli di Milano.<br />
<strong>5</strong> <strong>Iossa Fasano Augusto </strong>Psichiatra psicoanalista Direttore scientifico di Metandro<br />
<strong>6</strong> <strong>Giannella Valentina </strong>Psicologa di Metandro<br />
<strong>7 Ferrari Maria</strong> IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Mangiagalli e Regina Elena.<br />
<strong>8</strong> <strong>Waldis Francesca</strong>  IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Mangiagalli e Regina Elena.<br />
<strong>9 Pecori Giraldi Francesca</strong> Università di Milano Ospedale S. Luca Istituto Auxologico Italiano, IRCCS.</p>
<p><strong>Background</strong></p>
<p><strong> </strong><br />
Teachers are one of the so-called helping professions which are strongly exposed to the “Burnout<br />
syndrome”. Nonetheless, public opinion is still convinced teachers enjoy a privileged status and<br />
physicians most often ignore psychiatric disorders following burnout due to teaching-related stress.<br />
Indeed, although France recently issued a suicide warning among teachers, and psychiatric<br />
diagnosis among them almost doubled in Japan within ten years, only few studies have been<br />
published on the subject in peer-reviewed journals.<br />
Objective and methods<br />
The present study was carried out by administering a questionnaire aimed at evaluating teachers’<br />
condition as well as their perception of work-related health risks to 1.295 teachers from ten<br />
different Italian different regions.<br />
Results and conclusions<br />
The outcome shows that teachers are mostly unaware of work-related health risks, they are<br />
disheartened by institutions, perceive union support as highly insufficient and feel attacked by<br />
mass media as well as by the public. Further, any intervention by the schoolmaster to protect<br />
teacher’s health – mandatory according to the recent Italian decree – is frequently misinterpreted<br />
as mobbing, due to the lack of appropriate legal knowledge. Interestingly, the study population<br />
believed studying the link between menopause and depressive disorders among teachers to be<br />
extremely useful. In fact, over 82% of teachers are female with a median age of approximately 50.<br />
Female social stress has indeed increased greatly given the triple role played by fifty-year old<br />
teachers (mother of adolescents, care-giver for elderly parents and teacher). Lastly, general<br />
practitioners and psychiatrists need to be educated on psychiatric disorders due to teaching-<br />
related stress in order to implement the correct diagnosis and treatment.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RIASSUNTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><br />
La categoria professionale dei docenti, poiché maggiormente esposta ad usura psicofisica, rientra<br />
notoriamente tra le cosiddette helping profession. Nonostante ciò l’opinione pubblica ritiene che gli<br />
insegnanti fruiscano di una condizione privilegiata. La classe medica è praticamente all’oscuro delle patologie psichiatriche conseguenti al Disagio Mentale Professionale nei docenti (DMP).<br />
Nonostante in Francia sia stato da poco lanciato l’allarme suicidio nella categoria, ed in Giappone<br />
osservato il raddoppio delle malattie di natura psichiatrica in un decennio, continua la carenza di<br />
pubblicazioni scientifiche sul DMP degli insegnanti.<br />
La nuova normativa sulla tutela della salute dei lavoratori prevede tuttavia che il dirigente<br />
scolastico individui i rischi  psicosociali, tenendo in giusta considerazione anche le variabili di<br />
genere (82% degli insegnanti sono donne) ed età del lavoratore (l’età media sfiora i 50 anni).<br />
L’indagine svolta ha interessato 1.295 insegnanti, di dieci regioni italiane, ai quali è stato<br />
somministrato un questionario per indagare la loro consapevolezza del DMP, il loro vissuto sul<br />
campo, la capacità a riconoscerlo, prevenirlo nonché gli strumenti normativi per tutelare la loro<br />
salute. Il quadro che emerge è di una categoria scarsamente erudita sui rischi di salute nel proprio<br />
lavoro (solo il 20% ne è pienamente consapevole); disinformata sui diritti e doveri circa il ricorso<br />
del dirigente scolastico alla visita medica collegiale (quasi il 60% ritiene che si tratti di mobbing);<br />
sfiduciata nei confronti di istituzioni, sindacati e mass media. Considerate la femminilizzazione<br />
della categoria e l’età media avanzata, nonché l’alta incidenza di episodi depressivi tra i docenti, la<br />
categoria ritiene infine opportuno studiare la relazione tra menopausa e depressione sul lavoro. Le<br />
recenti riforme previdenziali, nonché l’età avanzata alla prima gravidanza fanno coincidere tre ruoli<br />
della donna (lavoratrice, madre di ragazzi adolescenti e care-giver ai genitori anziani) addirittura<br />
insostenibili per le insegnanti. Punto cruciale per i docenti resta comunque la necessità di ovviare<br />
all’impreparazione della classe medica sul rischio DMP nella categoria, per il ruolo che è tenuta a<br />
giocare.</p>
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		<title>LIBERA LA MENTE:spettacolo di cabaret e musica liberamente ispirato alla vita.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 13:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ale e Franz]]></category>
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		<category><![CDATA[eventi Metandro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il duo comico “Ale &#38; Franz” e lo storico locale “Scimmie” uniti a favore di AIAS di Milano Onlus. “Una volta eravate scimmie. Anche adesso l’ uomo è più scimmia di tutte le scimmie.” AIAS e Scimmie hanno organizzato  nel cuore di Milano un evento dirompente che collega in modo innovativo ed immediato l’uomo al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il duo comico “Ale &amp; Franz” e lo storico locale “Scimmie” </strong><strong>uniti a favore di AIAS di Milano Onlus.</strong></p>
<p><a href="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/alefranz_locandina_353x500.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-877" title="alefranz_locandina_353x500" src="http://www.metandro.com/wp-content/uploads/alefranz_locandina_353x500-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Una volta eravate scimmie. Anche adesso l’ uomo è più scimmia di tutte le scimmie.”</p>
<p style="text-align: justify;">AIAS e Scimmie hanno organizzato  nel cuore di Milano un evento dirompente che collega in modo innovativo ed immediato l’uomo al tema del disagio. Oggi sboccia questo fiore all’ Auditorium, partner illustre e benemerito, perchè ha inventato e ritagliato un’ altra isola di cultura nella nostra città.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendersi il disagio e stemperarlo nel banale quotidiano, conviverci nei luoghi reali dell’ immaginario, nelle platee e nelle gallerie universali, portarlo nei pub, a teatro, rappresentarlo come chiunque di noi, così, banal-mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorreva interagire e socializzare il progetto. Questa serata ne è la conseguenza: le Scimmie, l’ Auditorium, l’ AIAS, gli artisti, il pubblico e..il disagio.</p>
<p style="text-align: justify;">E che banale: il banale del teatro comico, con che comici: grazie Ale, grazie Franz, Samuel&amp;Davide, Gigi Rock e Marco Savio.Il banale musicale, con che musicisti: grazie Aco Bocina e Manuel.</p>
<p>La banalità di una cultura che dalla scimmia torna all’ uomo, secondo l’ evoluzione, e che quindi prosegue oltre. <strong>Metandro, un’ altra singolare sinergia di questa serata……oltre l’ uomo, per l’ appunto:  grazie Augusto Iossa Fasano.</strong></p>
<p>L’ uomo che culturalmente si riappropria di una delle sue facce: quella del disagio. Facce ancora troppo rimosse.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ augurio è che questa serata ci aiuti a guardarci dentro e che a questa ne seguano altre cento, mille, con i nostri piccoli amici e con gli artisti che ci faranno sognare.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>SCUOLA DI FOLLIA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 13:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[PER LA PERSONA]]></category>
		<category><![CDATA[PUBBLICAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA]]></category>
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		<description><![CDATA[SCRITTI DI: T. De Mauro; G. Bollea; G. Campione; A. Di Gennaro; A. Iossa Fasano; V. Lodolo D’Oria; V. Tripeni; A. Balconi; B. Doretti. &#8220;Solo e reietto è l&#8217;insegnante stremato, arroccato in un&#8217;immagine donchisciottesca. Ostile il collega che ignora il disagio di cui egli stesso è vittima. Spaesato il dirigente scolastico, ora gendarme ora psichiatra. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>SCRITTI DI: T. De Mauro; G. Bollea; G. Campione; A. Di Gennaro; A. Iossa Fasano; V. Lodolo D’Oria; V. Tripeni; A. Balconi; B. Doretti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Solo e reietto è l&#8217;insegnante stremato, arroccato in un&#8217;immagine donchisciottesca. Ostile il collega che ignora il disagio di cui egli stesso è vittima. Spaesato il dirigente scolastico, ora gendarme ora psichiatra. Inadeguato l&#8217;ispettore-detective chiamato a dirimere controversie di natura medica. Atterriti i bimbi alle prese per la prima volta con la follia. Aggressivi i genitori che minacciano il ritiro dei figli dalla scuola. Impotenti i membri del Collegio Medico per l&#8217;Inabilità al Lavoro, costretti a scegliere tra la tutela del singolo e la salvaguardia dell&#8217;ambiente scolastico. Una lotta estenuante, senza esclusione di colpi, che rifugge da processi di diagnosi, cura e recupero; allontana ogni prospettiva di reintegrazione lavorativa del malcapitato; ne decreta l&#8217;inidoneità a insegnare; sancisce la definitiva emarginazione sociale&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Sull’autorevole rivista scientifica La Medicina del Lavoro (N. 5/2004), è stato di recente pubblicato il primo studio che riconosce agli insegnanti il maggior rischio professionale di sviluppare vere e proprie malattie psichiatriche.</p>
<p>Ma cosa succede quando la follia sale in cattedra e il docente stremato dà i numeri? A raccontarlo è proprio l’autore di questo studio scientifico – Vittorio Lodolo D’Oria – che, con l’intento di dare voce ad una scuola sofferente, ha raccolto trenta storie di disagio mentale nel volume Scuola di Follia.</p>
<p>Dall’analisi dei casi – effettuata con l’aiuto degli psichiatri milanesi Guglielmo Campione e Augusto Iossa Fasano – emergono, oltre a numerose analogie, le seguenti caratteristiche: l’ambiente scolastico diviene invivibile; i piccoli alunni appaiono terrorizzati; gli studenti si ribellano; i genitori cambiano scuola ai figli; si creano delle tensioni tra i docenti; gli spaesati presidi dapprima ricorrono alle sanzioni disciplinari, poi s’improvvisano psichiatri, infine “scaricano” il malcapitato ad un ignaro collega-dirigente di altro istituto, dove il disagio si manifesterà ovviamente ingigantito, fino a rendere talvolta necessario l’intervento della Forza Pubblica.</p>
<p>Nel testo – corredato dalle autorevoli presentazioni dell’ex-ministro (MIUR) Tullio De Mauro e del neuropsichiatra Giovanni Bollea – il medico milanese denuncia lo scottante fenomeno del disagio mentale dei docenti, ricorrendo ai casi clinici osservati in Commissione Medica per l’Inabilità al Lavoro. Una questione che – sottolinea l’autore &#8211; è ostinatamente rigettata da un’opinione pubblica imbevuta di stereotipi negativi sugli insegnanti, è per lo più sconosciuta agli stessi operatori scolastici e viene completamente ignorata dal mondo medico-scientifico che, non studiandola, non sa come trattarla e prevenirla.<br />
Il libro-dossier affronta anche l’atteggiamento schivo e talvolta sorprendente delle istituzioni che, nell’attuale fase di riforma scolastica e previdenziale, ignorano il fenomeno, confidando spesso in improbabili virtù taumaturgiche della formazione a distanza.</p>
<p>Sono infine prese in esame le tiepide reazioni delle parti sociali che – dopo aver intuito il problema con una ricerca scientifica della CISL nel lontano 1979 – di fronte al timore di attribuire un nuovo stigma agli insegnanti, prediligono la strada dell’oblio e del silenzio, pur assistendo ad una smisurata crescita del numero di malattie psichiatriche di origine professionale nella categoria, soprattutto dopo la riforma delle baby-pensioni del ‘92.</p>
<p>L’opera si rivolge a un ampio pubblico (operatori ed utenza scolastica, medici ed istituzioni, politici e sindacati) e indica operativamente, a singoli docenti e loro dirigenti, le modalità per gestire e contrastare efficacemente &#8211; da subito &#8211; il disagio psichico, favorendo altresì il reinserimento lavorativo degli insegnanti in difficoltà.&#8221;</p>
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