Mission
Metandro si costituisce al fine di comporre un metodo di cura che recepisca con freschezza e rigore i risultati della ricerca nei diversi campi delle neuroscienze raccogliendo la lunga esperienza della Pratica Freudiana e della rivista Il piccolo Hans, secondo la lettura filosofica e antropologica condotta da Ciro Papparo, il pensiero di W.R.Bion nelle sue applicazioni italiane (E.Gaburri, A, Ferro, F.Corrao) alla psicoanalisi individuale e di gruppo.
Metandro riunisce medici, psicologi e altri professionisti selezionati in rapporto alla possibilità di offrire risposte ai soggetti in campo clinico, forense e didattico-formativo. Il dialogo con l’inviante/curante potrà rendersi necessario e svolgersi attraverso i molteplici canali mediali che costituiscono cornice e telaio della cura.
L’idea di far lavorare insieme più professionisti di diversa formazione e provenienza nasce per offrire soluzioni differenziate che forniscano risposte alle problematiche poste dalla vita contemporanea.
La crescente complessità dell’esistenza soggettiva impone all’attenzione di tutti i curanti, dal medico di base al pediatra, fino al geriatra e ai tanti altri specialisti, molteplici situazioni di sofferenza individuale e familiare la cui soluzione appare sempre più spesso difficile, se limitata all’interno dello studio del singolo professionista e indirizzata solo a colui che pone richiesta di cura.
L’esperienza clinica nata dalla psicoanalisi deve essere oggi confrontata ed affiancata dai risultati della ricerca neuroscientifica e antropologica: solo dal crocevia di più saperi si rinnovano le basi per l’osservazione scientifica e per la riattivazione terapeutica del soggetto.
Il singolo deve essere preso in considerazione insieme all’ambiente naturale e civile che lo circonda: casa e forme architettonico-urbanistiche, famiglia e scuola, relazioni affettive e amicali, oggetti dalla rilevanza simbolica, piante e animali, tracce mnestiche, progettualità e potenzialità future.
Per aiutare un bambino, infatti, può esser necessario prendersi cura anche del genitore e del nonno.
Così come per aiutare un anziano si dovrà osservare il suo gruppo di appartenenza, dai figli nell’età di mezzo (anch’essa in crisi a dispetto delle apparenze) ai nipoti adolescenti fino ai componenti bambini o neonati del nucleo familiare.
Infine, nella terapia di adulti e adolescenti, bisogna considerare anche i relativi familiari, poiché è nella relazione con loro che nasce o si riattiva il conflitto che provoca smarrimento e malattia.
Nei programmi di trattamento non di rado bisogna saper far appello alle risorse esterne come i coetanei, gli enti ausiliari, i curanti stessi.

