Perche’ METANDRO
“Metandro aveva ricevuto dal cielo il dono singolare di non intendere le parole che non hanno senso (universo ecc.). Egli le percepiva soltanto come rumori, (come se avesse ignorato la lingua di coloro che le pronunciavano) ai quali poteva prestare molta attenzione. Le parole in se stesse sono fenomeni strani – Quale intelligenza osservandole, e ignorando le loro proprietà significanti, cercherebbe la loro funzione e il segreto della loro emissione – del loro variato susseguirsi? Ascoltare gli uomini così come noi facciamo con gli uccelli o con le foglie.
Metandro ascoltava le parole che hanno un senso in un modo non meno distaccato. Egli considerava naturalmente il loro significato come un atto di colui che parlava – (atto più o meno riflessivo e completo) – prima di intenderle come volte a rappresentare qualcosa. Prima della cosa espressa, percepiva dunque le condizioni istantanee – l’impulso, il sorteggio, la disposizione riposta – e le restrizioni celate o la tensione più o meno recondite – di Quello che parla…
Il significato del parlare è soltanto un effetto, e dunque una parte - di un certo ciclo di atto. Questo atto prende in prestito mezzi convenzionali comuni, si riferisce a t(utt)i gli uomini; ma è il prodotto di qualcuno.”
P. Valery, Quaderni
Perche’ “Metandro”?…
Abbiamo pensato all’opera di Paul Valery poco conosciuto negli ambienti medici e psicologici dove, dalla formazione di base alle fasi più avanzate di specializzazione, tematiche ed autori si ripetono con demotivante monotonia.
Da Valery si irradiano idee, proposte, formule che rispecchiano un rinnovato stile di lavoro clinico alla ricerca, a sua volta, di ulteriore ispirazione e interazione con il mondo della cultura e delle scienze umane.
Un faticoso e denso dialogo che intende raccogliere la lunga esperienza della Pratica Freudiana e della rivista Il piccolo Hans, secondo la lettura filosofica e antropologica condotta da Ciro Papparo, al fine di comporre un metodo di cura che recepisca con freschezza e rigore i risultati della ricerca nei diversi campi delle neuroscienze.
Gli attuali limiti di medicina, psichiatria e psicologia impongono l’incrocio di più saperi teorici e di diverse pratiche cliniche: antropologia, filosofia, arti visive, biotecnologia.
Metandro riunisce psichiatri, psicologi, counselor e altri professionisti selezionati in rapporto alla possibilità di offrire risposte ai soggetti in campo clinico, forense e didattico-formativo. Il dialogo con l’inviante/curante potrà rendersi necessario e svolgersi attraverso i molteplici canali mediali che costituiscono cornice e telaio della cura.
L’idea di far lavorare insieme più professionisti di diversa formazione e provenienza nasce per offrire soluzioni differenziate che forniscano risposte alle problematiche poste dalla vita contemporanea.
” Valery, facendo uso del suo peculiare scetticismo, affermava, a proposito di quei “fenomeni strani” che sono le parole, che si tratta di “ascoltare gli uomini così come noi facciamo con gli uccelli – o con foglie”. E nella sua ansia di liberare il pensare dal linguaggio, o quantomeno di sospendere il potere del linguistico, aveva inventato una strana figura di pensatore non somigliante a Monsieur Teste (pura e unificata figura di autosservazione di sé, del proprio potere mentale) né a Gladiator (l’acrobata o il ginnasta del pensare) una figura che già solo nel nome Metandro, esprime la sua peculiare funzione e collocazione.
Alla lettera infatti Metandro significa “aldila’ dell’uomo…”
F.C. Papparo, Metandro in Soggetti al mondo

